22 luglio 2008

ACCORDO FPS 2006: ARRIVANO LE PAGELLINE!!! I COBAS NON SOTTOSCRIVONO L’ACCORDO

Si è conclusa dopo mesi , con l’accordo del 17 luglio 2008, la lunga e sofferta trattativa per la definizione del FPS 2006 negli Uffici centrali. Hanno siglato l’accordo con una maggioranza risicatissima 8 delegati RSU di CGIL, CISL e UIL, contrari 7 delegati RSU dei Cobas, RDB, Intesa, Dirstat e Flp.
Punto essenziale dell’accordo è l’introduzione per il 2007 di un meccanismo di valutazione, con la previsione di una complessa e farraginosa procedura che prevede l’autovaluazione del dipendente, la valutazione del dirigente e, in caso di difformità, l’intervento di un fantomatico “nucleo di valutazione” . Insomma una procedura che introdurrà delle vere e proprie ridicole ed umilianti pagelline.
Precisiamo subito che il ritardo nella conclusione della trattativa è da addebitare al comportamento tenuto dall’Amministrazione che ha posto come pregiudiziale per il proseguimento della trattativa stessa l’introduzione della valutazione. Su questo punto ha incontrato da subito la disponibilità di CGIL, CISL e UIL.
Tutto il resto della trattativa è quindi passato paradossalmente in secondo piano.
Come Cobas, all’interno della RSU, abbiamo subito posto una questione di metodo: nessun accordo deve esser firmato senza consultare preventivamente il personale attraverso un’assemblea.
Per questo, dopo aver incassato ripetuti rifiuti da parte dei delegati di CGIL, CISL e UIL come singoli delegati RSU dei Cobas, Rdb, Intesa e Dirstat, abbiamo convocato un’assemblea del personale che ha detto chiaramente che la valutazione doveva essere tenuta fuori dall’accordo. Ma CGIL CISL e UIL, hanno deciso di andare per la loro strada, ignorando quanto emerso nell’assemblea. A quel punto, allora, abbiamo rivolto ai delegati CGIL, CISL e UIL, un appello pubblico per la convocazione di un’assemblea unitaria di tutto il personale. Ma non è giunta nessuna risposta, a dimostrazione che per questi sindacati la volontà del personale ha una sua utilità soltanto durante le elezioni RSU.
Grazie al ruolo unitario tenuto dai delegati RSU dei Cobas, RDB, Dirstat, Intesa e Flp, siamo riusciti ad evitare che l’introduzione delle pagelline avvenisse per il 2006.
Ma a questo punto l’Amministrazione e CGIL, CISL e UIL hanno preteso che nell’accordo 2006 fosse inserita l’avvio di un sistema di valutazione per l’anno 2007: paradossale, nell’accordo sul fondo 2006, si chiedeva una cambiale in bianco per il 2007, proprio in un momento in cui il salario accessorio è congelato dai provvedimenti governativi!!
I motivi del nostro dissenso sulle pagelline sono noti:
1) la valutazione riguarda il 2007 per cui interverrà retroattivamente, senza che il personale sia stato preventivamente informato sui criteri che avrebbero determinato la valutazione stessa;
2) la valutazione si basa su criteri non verificabili: gli indicatori (capacità di risolvere i problemi, impegno professionale e sviluppo professionale) sono estremamente arbitrari ed attengono alla personalità del lavoratore più che alla sua prestazione;
3) la divisione del personale in buoni e cattivi, meritevoli e non meritevoli, promossi, bocciati e rimandati, renderà teso il clima tra i colleghi e tra il personale ed il dirigente, a scapito del lavoro stesso. Questo sistema “premierà” pochi a scapito della maggioranza del personale.
A ciò si aggiunga che in un periodo di feroce attacco alle nostre retribuzioni ed ai nostri diritti (vedi interpretazione dell’Agenzia sulla questione della conversione in ore dei permessi retribuiti) regalare all’Amministrazione questo ennesimo strumento di ricatto significa avallare nei fatti tutta la campagna denigratoria condotta contro i dipendenti pubblici.
Per concludere, l’Amministrazione si è persino rifiutata di fornire al personale i prospetti dettagliati con l’indicazione puntuale degli importi percepiti così come da noi richiesto: e nemmeno su questo CGIL, CISL e UIL sono stati capaci di uno scatto di dignità sindacale.
O forse l’interesse comune dell’Amministrazione e dei suoi sindacati amici (CGIL, CISL e UIL) è di secretare tutto ciò che riguarda il personale per aver mani libere nella conclusione degli accordi??

Ai lavoratori tutti “meritevoli” e “non meritevoli” diciamo di valutare loro quanto merita questa Amministrazione ed ancor più se sia ben riposta la fiducia in certe organizzazioni sindacali. Questa è per noi l’unica valutazione sensata…

9 luglio 2008

RONDE OPERAIE. E I MINISTERIALI CHE FANNO?

Schiacciati, bruciati, avvelenati, spezzati.
Gli operai muoiono sul lavoro per un salario miserabile. Una media di quasi quattro al giorno.
Fiumi di parole, di impegni solenni, di decreti legge non sono riusciti nemmeno ad attenuare il fenomeno.
La macchina per pompare profitto è troppo potente, nessuno ha interesse a fermarla.
Sulla sicurezza (falsa) dei cittadini sono pronti tutti ad agire, sulla sicurezza degli operai solo chiacchiere al vento.

Nessuno difenderà la pelle degli operai se non gli operai stessi

Si stanno formando le RONDE OPERAIE, per la propaganda diretta delle norme antinfortunistiche, per la denuncia pubblica dei posti di lavoro dove mancano le misure di protezione.
A Milano, per esempio, saranno decine i cantieri aperti per l’EXPO 2015.
Quanti operai pagheranno con la vita il “grande business”?

Questi alcuni operai e delegati sindacali delle fabbriche che hanno aderito: Ansaldo Camozzi Milano, Jabil ex Siemens Cassina De Pecchi (MI), Hoffman Monza (MI), Pirelli Milano, INNSE Presse Milano, Schneider elettric Stezzano (BG), Comitato Operaio Falck contro l’amianto, Sesto San Giovanni, Dalmine (BG) Microtecnica Brugherio (MI), L’isolante K-Flex Roncello (MI), Candy Brugherio, (MI) Amsa Milano, Fireweb Trezzano Rosa (MI), Comitato operai ex Falck contro l’amianto Vobarno (BS), Spriano Vimodrone, Tessival Ponte San Marco (BS).

E nei ministeri che si fa? Solo belle autocelebrazioni, così la coscienza è a posto (soprattutto quella sindacale)…
Tutto è pronto per andare alla casa al mare o in montagna (o dove cazzo volete, se potete farlo ancora!).
Mentre il governo - democraticamente voluto anche da moltissimi dipendenti statali - sovverte l’ordine repubblicano costituzionale, smantella il diritto del lavoro, toglie ai poveri per dare ai ricchi, mentre si muore ancora sul lavoro, si fa di tutto per non disturbare il manovratore… (ma l’opposizione parlamentare dov’è?)
Vogliamo aspettare che vengano a prenderci negli uffici per mandarci via?
Eh già, che un po’ lo meriteremmo, noi statali, di essere cacciati via. Ma non perché siamo fannulloni (a dir dell’altro nano): lavoriamo fin troppo bene con i mezzi e lo stipendio che abbiamo.
Lo meriteremmo per l’ignavia di troppi, per il voler sempre delegare quello che potremmo fare in prima persona, perché vogliamo difendere solo miseri, personali privilegi, perchè mettiamo sempre la testa sotto la sabbia, affidando ad un altro la soluzione dei problemi (suoi e dei suoi amici…): a noi serve solo il calcio, o la parabola (quella evangelica e quella televisiva), o il cellulare ultimo modello, o la pleistescion, o l’automobile ipertecnologica super ecologica, o la nuova velina più fica di quella di prima ma sempre qualche immigrato da cacciare via, per ricordargli che siamo padroni a casa nostra!!!
Si sta abbattendo un enorme sciagura sul lavoro pubblico, mentre i burocrati sindacali, (che si stanno accordando con governo e confindustria, per proteggere i propri apparati ed i propri privilegi di parassiti del lavoro) fanno i soliti velleitari proclami, sempre per non disturbare il manovratore…

Autorganizziamoci come hanno fatto gli operai delle fabbriche.

DIFENDIAMO il lavoro statale, i servizi che diamo ai CITTADINI (e non UTENTI), per uno Stato VERAMENTE sociale.

CONTRO il profitto, la burocrazia sindacale, politica, dirigenziale.

E, COME AL SOLITO, L’AMICO DELL’AMICO RIUSCIRA’ A SALVARSI IL CULO…

Cobas M.E.F.